Paesaggio del silenzio
Un dialogo che si consuma nella terra e nel silenzio. Interroga le radici che a lui parlano di paesaggi secolari, di spiagge bianchissime, di granelli si sabbia di quarzo, grandi come chicchi di riso.
Mytho’s portraits
Ricami, tessuti forati -piccoli inserti di mistero- celano dietro quinte di garze, un reticolo fitto di trame e orditi. Volti di un immaginario che custodiscono verità universali, narrazioni implicite insieme ad altre più esplicite, di quella mitologia priva nel nostro presente e che scorre via.
Mutus animi
Il pathos, che si voglia ricondurlo a un’intensa emozione o contrapporlo, all’ethos, più tenue, troverà in Heidegger una teoria delle emozioni. Qualcosa di non riconducibile a una reazione, una collisione, piuttosto, ai moti dell’anima, scoperta essi stessi del mondo e quindi di uno spazio nuovo e forse, ancora più ampio della vita.
Oltremare
Al centro il tema del viaggio, esistenziale prima che di luogo, di luci e di lunghissime ombre. Smalti rosso lacca densi come grumi di sangue e il nero che persiste, tirato fino ai bordi, un catrame esistenziale, dentro cui confinare, se non addirittura annullate ogni traccia di umanità e ciò che resta di brandelli di realtà.
Oblio memoria
EXHIBITION09 marzo 2019 - 06 aprile 2019
oblio memoria
testo di Michelangelo Giovinale
in mostra opere di
Nicol...
Paradossale reale
EXHIBITION07settembre 2019 - 28 settembre 2019
Paradossale Reale
testo di Michelangelo Giovinale
in mostra oper...
Migrazioni di forme mute
EXHIBITION05 febbraio 2020 - 21 febario 2020
Migrazioni di forme mute
testo di Michelangelo Giovinale
in mostra...
Il silenzio di Ophelia
Una mostra ispirata dalla letteratura teatrale del Seicento. Il mondo femminile e le inquietudini dell’anima, la lenta agonia di un sogno d’amore e in filigrana - ma non troppo - il femminicidio, nei linguaggi dell'arte contemporanea.
Interior life
La mostra si offre come un’ampia indagine sulla molteplicità/complessità dei linguaggi fotografici, tutti straordinariamente attuali.
Lost Landscape
Gli artisti, interrogati sul tema del paesaggio perduto, hanno allungato lo sguardo fino a raggiungere una linea d’orizzonte, un segno comune a tutte le opere, che sollecita l’occhio a indagare nella superficialità e nella profondità dell’universo, nello spazio dell’uomo e del suo abitare.