Senza peso
17.12.2022 > 15.01.2023

exhibition

 

Rosanna Iossa

NIMBUS

Alfabeti della memoria 

 

editing by Michelangelo Giovinale Margherita Romano 

Si inaugura sabato 17 dicembre 2022 -ore 19:00- la mostra personale dell’artista 𝗥𝗼𝘀𝗮𝗻𝗻𝗮 𝗜𝗼𝘀𝘀𝗮.
MIMBUS – alfabeti della memoria e ne cura l’ampia scrittura espositiva 𝗠𝗶𝗰𝗵𝗲𝗹𝗮𝗻𝗴𝗲𝗹𝗼 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲, storico e critico d’arte e Margherita Romano, scrittrice.
Un lungo lavoro che vede l’artista impegnata a scrutare il cielo, cosa si muove sulle nostre teste, ogni giorno.
Una ricerca che volge lo sguardo ai fenomeni della natura, che osserva, indaga, scruta, come un Ovidio moderno, le imprevedibili e innumerevoli metamorfosi del cielo”.
A completare la mostra una cartella serigrafia dell’artista, edita dalla Fondazione Pietro Lista, realizzata da Dopolavoro s.r.l. con testo poetico di Mimmo Grasso e un estratto critico di Michelangelo Giovinale. LEGGI
 
 

Four Hands

#Isabella Ciaffi

Il mio tempo è l’attesa

All’incertezza dell’inconscio desiderio di rincorrere il colore contrappongo la certezza del colore come simbolo romantico di una bellezza quasi irrappresentabile. Il colore è profumo. Il colore è l’essenza dei sali che resta sulla pelle e che l’attraversa mescolandosi con la linfa vitale

 

#Renata Petti 

Il profondo è la pelle

Ci mancano i corpi. I corpi sono diventati inaccessibili, anche nell’incontro, in cui sopratutto noi occidentali, abitanti del Mediterraneo entriamo con la stretta di mano nella sfera di un altro corpo. Ci viene negata la corporeità. Ma corpo è anche il nostro ambiente. Sono corpo le nostre città. 

 

#Gloria Pastore

Infiniti orizzonti di bellezza 

Tutto è mosso dall’archetipo della bellezza che ha in se l’eros. Affascina, seduce, trasforma. Desiderio di trasgressione ed inquietudine, forza propulsiva di vita che mette spesso insieme gli opposti, talvolta stridenti, nella dimensione del simbolo più che in quella del sintomo.

 

#Eliana Petrizzi

Quel senso di finitudine

Dipingere e vivere sono sempre state una identica cosa. La vita trascinata nello spazio della tela. Vivere e dipingere con un identico respiro. L’euritmia, quel confine che si stabilisce, se pur fragile, fra il corpo dell’artista -la sua mano- e il corpo dell’opera.

 

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