Volume Cristina Cianci
nuova uscita in libreria 

mosaicomonografie 

collana d’arte  

Cristina Cianci     

edito da Gutenberg edizioni   

 

 

“Il vuoto è, letteralmente, uno spazio privo di materia, la misura dell’assenza, di perdita, una mancanza oggettiva di contatto. Eppure, nella pratica più che ventennale di provare a contenere il vuoto, la ricerca di Cristina Cianci– fin dagli anni Duemila – si è nutrita progressivamente di una relazione profonda avvenuta proprio attraverso la manipolazione della materia mantenendosi fedele all’uso della cartapesta che assumerà, nel tempo, un carattere distintivo nella sua opera

Four Hands

#Isabella Ciaffi

Il mio tempo è l’attesa

All’incertezza dell’inconscio desiderio di rincorrere il colore contrappongo la certezza del colore come simbolo romantico di una bellezza quasi irrappresentabile. Il colore è profumo. Il colore è l’essenza dei sali che resta sulla pelle e che l’attraversa mescolandosi con la linfa vitale

 

#Renata Petti 

Il profondo è la pelle

Ci mancano i corpi. I corpi sono diventati inaccessibili, anche nell’incontro, in cui sopratutto noi occidentali, abitanti del Mediterraneo entriamo con la stretta di mano nella sfera di un altro corpo. Ci viene negata la corporeità. Ma corpo è anche il nostro ambiente. Sono corpo le nostre città. 

 

#Gloria Pastore

Infiniti orizzonti di bellezza 

Tutto è mosso dall’archetipo della bellezza che ha in se l’eros. Affascina, seduce, trasforma. Desiderio di trasgressione ed inquietudine, forza propulsiva di vita che mette spesso insieme gli opposti, talvolta stridenti, nella dimensione del simbolo più che in quella del sintomo.

 

#Eliana Petrizzi

Quel senso di finitudine

Dipingere e vivere sono sempre state una identica cosa. La vita trascinata nello spazio della tela. Vivere e dipingere con un identico respiro. L’euritmia, quel confine che si stabilisce, se pur fragile, fra il corpo dell’artista -la sua mano- e il corpo dell’opera.

 

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