Portatori di silenzio
Sei artisti hanno raggiunto le sale di Palazzo delle Arti, nell'ora più buia e incerta di questo ultimo scorcio di anno, in una dialettica del confronto, gettando oltre le mura un ponte, testimonianza di un silenzio che può generare, nell'ascolto, la poetica di una nuova luce.
Giancarla Frare
Quello che viviamo pare disfarsi in una memoria approssimativa che cancella, ricompone, confonde. La storia diventa frammento, frattura, non più riconducibile a un’interezza, a una integrità.
Sergio Gioielli
Sabato 14 ottobre 2017
Ho ripreso a viaggiare.
Cosa ci fanno orsi, elefanti, legni erosi dal tempo, ordinatamente disposti nello studio di un artista?
Ci raccontano di un mondo vegetale che sa contenere quello animale e di come quello animale sa abitare quello vegetale. Respiro dopo respiro.
Salvatore De Curtis
Martedì 6 ottobre 2020
C’è una generazione di pittori che si fatica a vedere. Diremo, d’altri tempi.
Sono quelli che ancora ascoltano la natura, in quel campo della pittura che, stranamente, restituisce immagini che appaiono sospese, immancabilmente, inquiete e indefinite.
Winning the time
Sin da piccola, raccoglieva sassi sulla riva, una passione comune a sua madre che traduceva in poesia i volumi delle pietre levigati dal mare. Quei sassi diverranno bronzi, composizioni morbide, manipolate come la cera che raccoglieva durante le processioni di paese.
Eliana Petrizzi
Dipingere e vivere sono sempre state una identica cosa. La vita trascinata nello spazio della tela. Vivere e dipingere con un identico respiro. L’euritmia, quel confine che si stabilisce, se pur fragile, fra il corpo dell’artista -la sua mano- e il corpo dell’opera.
Raffaele Boemio
Mercoledì 12 luglio 2017
La prima cosa che osservo, quando entro nello studio di un artista è la quantità di opere che ne contiene. La quantità restituisce la misura di un tempo che la ricerca artistica necessita.
Giovanni Cuofano
Mercoledì 5 agosto 2020
Volevo toccare con mano fin quanto ci si potesse spingere nel recuperare la materia, l’irrecuperabile e sublimarla in una nuova forma. Plastiche sgraziate che mai saranno della stessa levigatezza della natura. Cuofano, Thanatos ed Eros. Tutto in perfetto equilibrio.
Anna Crescenzi
Mercoledì 8 luglio 2020
In un caldo pomeriggio d’estate nello studio di Anna Crescenzi mi veniva da pensare all’ispirazione. Io non credo che esista l’ispirazione. Sono più convinto. invece, che esista la meditazione.
Pagine quotidiane
Per molti la scrittura è un atto motorio di prassia grafica, che Russo puntualmente sabota, trasformando l’intera impalcatura di queste prime pagine di quotidiani in qualcosa d’altro. Più precisamente, per via della pittura che interviene, Russo intrattiene con la struttura del foglio una sua personale narrazione che muove dalla profondità del suo inconscio e alimenta un suo versante creativo.