Germaine Muller
Germaine Muller
Studio visit
Martedì 9 aprile 2019Un’opera non è solo ciò che si v...
Marco Abbamondi
Marco Abbamondi
Studio visit
Mercoledì 8 luglio 2020In un caldo pomeriggio d’estat...
Luigi Pagano
Luigi Pagano
Studio visit
Sabato 10 novembre 2020C’è di mezzo il destino fra Luigi...
Luciano D’Inverno
Sabato 14 ottobre 2017
Ho ripreso a viaggiare.
Cosa ci fanno orsi, elefanti, legni erosi dal tempo, ordinatamente disposti nello studio di un artista?
Ci raccontano di un mondo vegetale che sa contenere quello animale e di come quello animale sa abitare quello vegetale. Respiro dopo respiro.
Sergio Gioielli
Sabato 14 ottobre 2017
Ho ripreso a viaggiare.
Cosa ci fanno orsi, elefanti, legni erosi dal tempo, ordinatamente disposti nello studio di un artista?
Ci raccontano di un mondo vegetale che sa contenere quello animale e di come quello animale sa abitare quello vegetale. Respiro dopo respiro.
Salvatore De Curtis
Martedì 6 ottobre 2020
C’è una generazione di pittori che si fatica a vedere. Diremo, d’altri tempi.
Sono quelli che ancora ascoltano la natura, in quel campo della pittura che, stranamente, restituisce immagini che appaiono sospese, immancabilmente, inquiete e indefinite.
Raffaele Boemio
Mercoledì 12 luglio 2017
La prima cosa che osservo, quando entro nello studio di un artista è la quantità di opere che ne contiene. La quantità restituisce la misura di un tempo che la ricerca artistica necessita.
Giovanni Cuofano
Mercoledì 5 agosto 2020
Volevo toccare con mano fin quanto ci si potesse spingere nel recuperare la materia, l’irrecuperabile e sublimarla in una nuova forma. Plastiche sgraziate che mai saranno della stessa levigatezza della natura. Cuofano, Thanatos ed Eros. Tutto in perfetto equilibrio.
Anna Crescenzi
Mercoledì 8 luglio 2020
In un caldo pomeriggio d’estate nello studio di Anna Crescenzi mi veniva da pensare all’ispirazione. Io non credo che esista l’ispirazione. Sono più convinto. invece, che esista la meditazione.
Pasquale Coppola
Venerdì 23 novembre 201
"Un mal di testa a Napoli è diverso da un mal di testa a Ponticelli". A Napoli, quando la testa di scoppia puoi provare a guardare il mare. Il mare a Ponticelli è nelle inferriate, nei balconi adiacenti al tuo, disordinati, caotici, come la vita di un quartiere che resta, ancora oggi, complesso, con le sue storie di vita difficili.