Ugo Cordasco

 

In testata

Chiesa di San Pietro in Aldifreda – Caserta 

Foto di Paolo Vitale 

 

 

EXHIBITION

8 ottobre 2022

Giornate FAI d’autunno 2022

Con il patrocinio di  Comune di Caserta –  Diocesi di Caserta
Con il Contributo di  Funari Toyota Caserta – Esagono Caserta – Edil s.r.l. Caserta
Catalogo in mostra Gutemberg Edizioni

 

INCARNATI

L’immaginario dentro la storia

a cura di Michelangelo Giovinale 

opere in site specific di
Antonio Carotenuto, Cristina Cianci, Mario Ciaramella, Max Coppeta, Ugo Cordasco, Anna Crescenzi, Laura Niola, Gianfranco Racioppoli.

luogo: San Pietro Apostolo in Aldifreda  –  Caserta / Italy

 
LA MOSTRA
L’eterno bisogno di rinascita, assume un valore centrale fra le antiche mura della Chiesa di San Pietro Apostolo in Aldifreda in Caserta, e orienta gli interventi di otto artisti, chiamati ad interrogarsi sul senso, e su quel significato profondo e celeberrimo, del brano tratto dal Vangelo secondo Matteo “tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”, che designa, di facto, l’apostolo Pietro ad assumere su di se, quel “primato petrino” di vicario di Cristo.
La mostra, a cura di Michelangelo Giovinale, per le giornate del FAI d’autunno 2022, si articola in otto interventi che il critico d’arte affida all’esperienza di artisti di diverse generazioni, che operando all’interno dell’antica chiesa di San Pietro Apostolo, dovranno necessariamente tessere un dialogo creativo, in mimesis, con l’architettura del tempio, realizzando ognuno un intervento site specific.
Un lavoro espositivo complesso, ove le opere inedite, non potranno in alcun modo, né prescindere dal carattere religioso del luogo, né essere altra cosa rispetto al carattere distintivo dell’architettura.
Una tessitura fra la storia e il contemporaneo che appare, oltremodo, inevitabile. In fondo, ancora oggi ci si interroga sul ruolo e la funzione propria dell’artista nell’attraversare luoghi, paesaggi, spazi e quanto, l’immaginario creativo sia ancora, fortemente profuso, impregnato, di storia e di memoria.
E’ quel processo lento di assimilazione che ogni artista, nella personale relazione con il tema della mostra, ha dovuto prelevare dall’identità che ispira da secoli il luogo dell’antica chiesa.
Un dialogo con l’esistente, le materie, le pietre, i colori, finanche lo scavo operato fin alla base delle pareti medioevali dell’architettura, tanto da ispirare lo sviluppo di nuove forme e nuovi segni dell’arte. Simboli che in San Pietro Apostolo in Aldifreda, saranno accolti da ciò che ogni artista avrà sentito, ascoltato, scavato nel silenzio e nel vuoto di quelle antiche mura.
In fondo, fra i significati di quel mandato petrino di cui è investito nelle sacre scritture del Vangelo, il santo Pietro, vi è forte il monito di Cristo a tracciare, una nuova via, una verità, una nuova vita.
Un dialogo, in vero, che da secoli instancabile resiste, perdura e si ripete nella relazione fra arte e fede e che muove da secoli la storia dell’arte.
Agli artisti, Antonio Carotenuto, Cristina Cianci, Mario Ciaramella, Max Coppeta, Ugo Cordasco, Anna Crescenzi, Laura Niola, Gianfranco Racioppoli, viene chiesto di riassumere attraverso la loro opera, la storia di quel luogo che poi, è storia dell’uomo -oggi, quella dell’uomo ridotta a cumuli di macerie- ove gli otto interventi si andranno a completare nella liturgia della fede suggerendo, ognuno, una triplice temporalità: chi siamo “noi” dopo il tempo, nel tempo, oltre il nostro tempo.
Sotto questo aspetto, la mostra vuole essere una prova di equilibrio fra la storia e la metastoria. Tutto prende forma sull’impronta di quel cammino di Pietro, fra ciò che è accaduto prima e una ritrovata capacità dell’arte di sapersi spingere sulla via di un oltre, costruendo su quella pietra che da scarto è divenuta testata d’angolo.
E’ una mostra che muove, oltretutto, su un criterio di totalità, fra reliquie di spazi vuoti, anfratti di pietra e di storia e nuovi segni di sacralità.
Inevitabile per gli artisti il doversi incarnare, necessariamente, fra fede e cultura, storia e tempo, in un momento in cui la società accidentale vive oggi la tentazione di costruire una società, ancor più una nuova fede, senza un Dio e contro Dio.
Si è voluto per questo, anche orientarsi alla realizzazione di un quaderno di appunti, dove ogni artista per suo conto, ha raccolto le riflessioni più intime di questo calarsi nella fede, maturate secondo la propria visione di spiritualità, intesa come valore di universalità.
Incarnati tutti nella storia per una nuova umanità, con opere semplici, essenziali, solamente adagiate negli angoli che restano di quel Tempio riportato a nuova vita, altre, invece, pensate come nuovi simboli di una contemporaneità, con radici profonde, intese come leganti di una nuova comunità e senza alcun artificio, scaturite solo dalla lunga gestazione interiore di ogni artista che ha varcato la soglia del Tempio di Pietro.
Più che ricercare le mere suggestioni di una mostra, si é inteso indagare quanto ancora sia essenziale nel cammino di fede dell’uomo moderno l’apporto dell’artista, il suo sapersi misurare con l’immensurabile tema della spiritualità.
Tutte le opere recano una luce interiore.
Alle loro forme è affidato unicamente il messaggio della Parola. Il Verbo divino.